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Luogo |
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Che cos’è un luogo? Quanti simulacri di luoghi attraversiamo nella vita? Quale luogo scelgono il ricordo, la scrittura, la gioia o la rivelazione? L’ultimo libro di Juan José Saer narra, in brevi racconti, gli infiniti luoghi del tempo e dello spazio dell’immaginazione. Una pigra sedia a sdraio in fondo al cortile, la vivacità di un mercato di Vienna il sabato mattina, la nascita della filosofia al tavolo di una trattoria greca, l’enigma dell’universo nella voce di un cantore, la cospirazione del caso attraverso l’unica copia di un video pornografico, o Elena di Troia colpita da un raggio di sole e trasfigurata in pura luce. La costruzione di mondi autonomi attraverso racconti universali e autosufficienti che contengono in sé la loro verifica – questioni ricorrenti nella poetica di questo grande maestro della narrazione – si coglie qui con nitida intensità. “Dire che Saer è il miglior scrittore argentino attuale è un modo per sminuire la sua opera. Bisognerebbe dire, per essere più esatti, che Saer è uno dei migliori scrittori attuali in ogni lingua”. Ricardo Piglia Traduzione di Maria Nicola |
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