Sebastiano muore. Trafitto dalle frecce e vinto dal dolore, lancia verso la morte il suo grido brutale. Ma il suo grido, per essere più acuto, si sfibra, varia nel giro delle parole, nei suoni della poesia, e poi si riveste di gesti e diventa teatro. L’istante del grido si distende nella durata del tragico coro a una voce di Sebastiano. Silvia Bre, voce autentica e forte della poesia italiana, racconta in questo poemetto qualcosa che ciascuno di noi conosce intimamente: il dolore come una lenta agonia che aspira alla fine, foss’anche la morte, e non la trova. E lo dice con suoni e parole che raggiungono subito chi ascolta, toccano la sua memoria più nascosta, quell’oscurità che si rovescia in una lancinante evidenza. Per la prima volta Silvia Bre si avvicina al teatro: Sempre perdendosi (che è una notazione musicale) è stato scritto per Alfonso Benadduce, attore e impresario di se stesso, che lo porterà in scena.
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