“Da vecchi si diventa invisibili”, scriveva Valentino Bompiani nel 1982, quando lui, a 84 anni, godeva ancora di tutta la luce e la visibilita` che poteva desiderare. In quegli anni si interrogava molto sulla vecchiaia, quest’eta` sconosciuta, di cui, da Seneca a Hillmann, si e` scritto con grande intelligenza, con sensibilita` e pudore, ma spesso con poca conoscenza diretta. Questo “sasso” raccoglie alcuni scritti di Bompiani sull’esperienza della vecchiaia. “In una sala d’aspetto, tutti in fila, entra una ragazza che cerca qualcuno. Fa il giro con gli occhi e quando arriva a te, ti salta come un paracarro. La vecchiaia comincia allora”. La vecchiaia non si confronta solo con se stessa, si confronta, prima ancora, con i giovani, da cui i vecchi hanno molto da imparare, e si confrontano con le cose, che sfuggono di mano, mentre sono proprio loro a tenerli vivi: “Quando si smette di lavorare, la vita vacilla: il tempo perde il contrappeso, l’appoggio, l’avversario e il limite”. Questo libretto contiene anche alcuni suggerimenti per tener vivi i vecchi, una popolazione che “se tutti insieme si sfregassero le mani per un minuto una volta al giorno, produrrebbero tanto calore da riscaldare una citta`”. Il libro inedito di un grande editore che fu anche un grande scrittore.
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