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Lettera a un’amica scomparsa in Iraq |
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collana: cronache 88-7452-083-2 pagine: 140 14 x 20 cm - brossura filo refe prezzo: € 12,00
Aprile 2006
Due mesi dopo la fine della seconda guerra in Iraq, la giornalista tunisina Sihem Bensedrine va a Bagdad per cercare Nasyra, una donna coraggiosa che dodici anni prima le aveva fatto scoprire la ferocia della dittatura di Saddam Hussein. In Iraq Sihem scopre una società profondamente distrutta dal caos successivo alla fine della guerra e, prima ancora, dai ventiquattro anni di terrore quotidiano. Nel confronto con Bagdad e con la dittatura tunisina di Ben Ali, di cui è fiera oppositrice, Sihem vede il tragico naufragio di un intero progetto di «rinascita del mondo arabo». Non le resta che iniziare a pensare una nuova nascita, la costruzione ancora lontana di una nuova identità araba: «La nostra salvezza è in noi stessi, non nell’Occidente né nel nostro passato. Ritornare al buon senso. Se si lasciano fiorire tutte le possibilità il senso emergerà necessariamente». Come sottolinea nella prefazione la giornalista francese Florence Aubenas, che doveva poco dopo subire la terribile esperienza del rapimento, questo libro rappresenta una prima testimonianza dell’inferno iracheno visto “dall’interno”, con la distanza minima indispensabile data dall’essere donna, intellettuale e “straniera araba” in Iraq. Traduzione di Edoardo Acotto |
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